Incontro col Destino
-Signorina, gradisce qualcosa da bere?-
Una voce gentile e acuta mi distrasse dal libro interessante che reggevo in mano ma, senza degnare di uno sguardo l'hostess, pronunciai un freddo: -Gradirei del thè verde freddo, grazie.-
L'hostess, un po' in soggezione, fece come richiesto e mi diede in mano un bicchiere di plastica pieno di thè.
L'hostess, prima di passare ai passeggeri successivi, osservò incantata mio cugino che si era addormentato con le cuffie nelle orecchie.
Infastidita, alzai lo sguardo e la guardai freddamente.
Notai la sua aura farsi più azzurro verso il blu, segno che si era quasi beccata un'infarto.
“Umani...” pensai stizzita mentre l'hostess si allontanava.
Guardai inespressiva mio cugino mentre ronfava tranquillo e beato. Dalle sue cuffiette si sentiva la musica rock a tutto volume.
-Gentili passeggeri, vi informiamo che stiamo per atterrare al Dublin Aereoport.
Vi preghiamo di allacciare le cinture e vi auguriamo un buon noleggio nella bellissima Dublino!-
Alec si girò con il fianco dall'altra parte, borbottando parole incomprensibili.
Stizzita gli diedi in testa il libro e lui si svegliò di colpo, andando a sbattere contro il finestrino.
Trattenni a stento le risate mentre gli altri passeggeri si giravano incuriositi (o alcuni addirittura infastiditi).
-Che cavolo fai?!- sbottò lui, massaggiandosi il punto dolente.
Io feci spallucce e gli indicai di alzare il copri-sole del finestrino.
Lui lo fece e, dopo esserci abituati all'impatto con la luce del sole, osservammo meravigliati Dublino dall'alto.
-Che figata!- sorrise lui.
Ma, per quanto mi eccitasse il fatto che, ogni secondo che passava quelle case diventavano sempre più vicine, una sola domanda mi invase i pensieri: Cosa ci facevamo li?
***
Appena scesi dall'aereo, Alec tirò fuori il suo cellulare e digitò velocemente un numero.
-Serafina? Si, siamo arrivati. Si, preparate la villa, grazie. Manda anche una macchina.- chiuse velocemente la chiamata.
Lo guardai impassibile e sospirai, giocando con un ciuffo scappato dalla treccia.
Il Dublin Aereoport non era minimamente paragonabile all'aereoporto Charles de Gaulle di Parigi, ma questo non significa che non fosse grande.
Turisti di ogni angolo del mondo creavano un via vai costante ed un'atmosfera soffocante per i miei gusti.
Seguii Alec verso il ritiro bagagli, dove attendevamo il nostro unico bagaglio, un borsone nero non troppo grande contenente solo il necessario (per lo più libri sugli umani e CD di Alec).
Preso il bagaglio, ci dirigemmo verso l'ucita dove una donna vestita di nero con i capelli grigi ci attendeva.
-Benvenuti signorina Demetria e signorino Alec.- si inchinò la donna.
-Serafina dacci un taglio con i convenevoli.- sbuffò Alec.
-Ciao Serafina.- sorrisi io, ignorando mio cugino.
Lei arrossì vivacemente.
-Lei si che è molto educata Principessa!!!- sorrise lei con un luccicchio negli occhi.
-... a differenza di qualcuno...- sputò amaramente trucidando con lo sguardo Alec che ghignò facendo spallucce.
Ci indicò la macchina, una Audi nera nuovissima, su cui salimmo velocemente.
-È insolito che tu ti trasformi, Serafina.- osservai io, mentre l'auto partiva e si immergeva nel traffico.
-In effetti... Ma non vedevo l'ora di vederla Principessa e accertarmi che stesse bene...-
-Fenicus...?-
-Hanno respinto l'attacco con grande coraggio e abilità, ma ci sono state comunque troppe perdite...- disse lei tristemente.
Guardai la strada cominciare a puntigliarsi più spesso di case, fino a che un cartello ci diede il benvenuto a Dublino.
Per quanto interessante il paesaggio umano fosse interessante, la mia testa era altrove.
Ero arrabbiata a dir poco. Il mio era un sentimento molto più profondo e oscuro della rabbia.
Chi aveva osato attaccare il mio mondo?! Eppure, a giudicare dalle parole di Serafina, non erano venuti per uccidere: era come se cercassero qualcosa... Ma cosa...?
L'auto si fermò all'incrocio, attendendo il semaforo.
Sui marciapiedi persone di ogni età si facevano strada, chi di fretta o chi si godeva la passeggiata, anche se durante il tragitto dall'aereoporto il cielo si era oscurato, facendo pensare ad una possibile pioggia.
All'improvviso, in mezzo alla folla, vidi una scia luminosa.
"Polvere di stelle?! Sulla Terra?!"
Senza pensarci due volte, scesi al volo dall'auto seguita da Alec che mi urlava dietro, ma non gli diedi retta.
Scansai alcuni turisti, fregandomene delle lamentele e seguii la scia che si muoveva svelta e sinuosa.
Si fermò nei pressi di una aiuola piena di tulipani, sparendo.
Corrugai la fronte ansimando come non mai e mi guardai attorno, mentre Alec mi raggiungeva.
-Ma si può sapere che...?- non finì la frase.
Una figura alta e slanciata, si fece largo fra la folla con poca gentilezza, seguita da un'altra altrettanto alta.
La mia attenzione era incentrata totalmente su di loro che si avvicinarono a noi due.
Inclinai incuriosita il capo osservando le loro aure e alzai le sopracciglia mentre la prima ragazza, formosa ma con tracce di forza fisica, si fermò e si avvicinò a noi.
Mentre l'aura umana era piuttosto sfocata e, diciamo, noiosa, l'anima degli abitanti dei 4 mondi era molto più forte e viva, in particolare quella dei draghi.
E quei due ragazzi brillavano talmente tanto che dovevo strizzare gli occhi per identificarne il colore e l'appartenenza di specie.
Realizzai subito di avere davanti due draghi e sembravano piuttosto diffidenti quanto curiosi e preoccupati.
Infatti i colori variavano dal grigio sino al verde e quasi mi persi ad osservarne la forma che ricordava il fuoco e i suoi raggi.
La ragazza mi squadrò da capo a piedi, dandomi la possibilità di osservarla da vicino.
Un paio di occhiali da sole le coprivano gli occhi che se li guardavi attentamente, distinguevi le sottili pupille dei rettili; un cappello le copriva il capo, oscurandole il viso, ma non nascondeva i lunghi e ribelli capelli color tramonto che le cadevo sulle spalle e lungo tutta la schiena; indossava una canottiera nera aderente e notai che sul braccio destro spiccava un bellissimo tatuaggio nero che rappresentava due draghi sinuosamente attorcigliati mentre quello sinistro sembrava ferito.
Dei jeans chiari le fasciavano
-Possiamo esservi d'aiuto?- chiesi educata.
La ragazza fecce una faccia scettica, alzando un sopracciglio.
-Che cosa ci fanno delle fenici sulla terra?- chiese con arroganza, liquidando la mia domanda.
Alzai anche io un sopracciglio e le rispose a tono Alec.
-Potremmo farvi la stessa domanda, che cosa ci fanno dei draghi sulla Terra?-
-Rispondi alla mia domanda pollo troppo cresciuto.- lo fulminò lei.
Sentii l'aura di Alec aumentare e irradiare irritazione persino alla nostra distanza (forse 10 metri).
L'altra figura, un ragazzo, si avvicinò alla ragazza, sussurrandole un: -Rebel sta calma.-
Poi alzò un po' la voce per farsi sentire.
-La mia amica voleva solo chiedervi cosa ci fate sulla Terra.-
E solo ora concentrai la mia totale attenzione su di lui.
Mi sentii mancare un battito mentre il suo sguardo si posava su di me.
I capelli dorati erano oscurati da un cappuccio azzurro, mentre gli occhi color tramonto erano anch'essi coperti da un paio di occhiali da sole.
Il fisico asciutto ma ben allenato era rigido e composto mentre mi osservava intensamente.
La mia autodifesa si attivò istantaneamente e così entrai nella sua testa.
-Chi sono queste fenici? E chi è questa ragazza? Siamo stati guidati fin qui da Ignis grazie al sogno di Rebel, ma cosa mai significherà...?-
Boccheggiai, uscendo dalla sua testa e mille dubbi si formarono in me.
Forse anche loro...?
Strinsi i pugni talmente tanto che le nocche diventarono bianche e aprii bocca pronta ad chiarire la situazione, ma non ne fui in grado perchè venni interrotta da Alec che si mise in mezzo fra il mio campo visivo e quello del ragazzo.
-Hai visto fin troppo serpente con le ali!!!- alzò la voce lui ringhiando.
Sentii una potentissima aura farsi largo e investirmi con forza e potenza, e ne seguii la provenienza, attivando di nuovo la mia autodifesa ed entrai nei pensieri della ragazza, la presunta Rebel.
-Serpente con le ali?!? SERPENTE CON LE ALI!?!?! Adesso lo ammazzo, nessuno può chiamare così un drago!!!- sputò lei con rabbia, per poi voltarsi verso il ragazzo, fulminandolo.
-...e questo idiota se ne sta fermo a guardare quella ragazza come un babbeo senza rispondere!!!-
Arrossi inconsciamente per quella affermazione mentre cercavo di reggermi in piedi.
Rebel fece un passo avanti e quasi mi parve di vedere del fumo uscirle dalle narici.
-Senti pollo troppo cresciuto vedi di abbassare la cresta oppure te la abbasso io!- ringhiò, ma poi sospirò e scrollando le spalle biascicò un: - Non mi importa più del perché siete qua, ce ne andiamo.- completamente svogliato.
Afferrò per il braccio il ragazzo e lo trascinò via a passo svelto.
Prima di vederli sparire fra la folla, notai il ragazzo osservarmi ancora e mi sorrise, lasciandomi completamente persa e confusa.
-Ma chi si credevano di essere?! È solo perché siamo in mezzo agli umani che mi sono trattenuto e...-
Sentii la testa girare e il suolo avvicinarsi, ma per fortuna Alec mi afferrò in tempo.
-Gli hai letto nel pensiero vero? Ti sei sforzata troppo...- osservò lui preoccupato.
Annuii incerta e mi rimisi dritta.
Serafina da lontano ci chiamò preoccupata ed entrambe ci dirigemmo verso l'auto.
***
Arrivammo dopo mezz'ora di strada alla villa gigantesca e imponente dei Phoenix.
Era ricca di giardini curati e piccoli laghetti cristallini ed occupava un'area molto grande.
la facciata della villa era molto antica, di uno stile ricco, curato e semplice come il suo interno, tipicamente vittoriano.
Serafina, appena mise piede dopo la soglia, sbuffò grattandosi la testa.
-Meglio trasformarsi, mi sento scomoda in questa forma!- ghignò altezzosa.
Una fascia grigia la avvolse velocemente e la coprì per qualche momento finchè non si dissolse, rivelando così la forma reale di Serafina: una gatta.
Alec rise reggendosi la pancia e Serafina soffiò.
-Che tenerella che sei ora che sei piccina!- ghignò Alec che ricevette un libro "volante" in testa.
-Ops, i miei poteri sono così forti...- miagolò con malignità la gattina, ricevendo uno sguardo arrabbiato da parte di Alec.
Il mio pensiero vagò ai due draghi e sorrisi misteriosa.
Erano loro che cercavamo, me lo sentivo.
Angolo Autrice
Perdonate il ritardo, ho avuto molti problemi (tipoo mi si era cancellato il cappy =.=)!
Spero vi sia piaciuto (fa schifo è troppo corto T.T) e che si diano inizio alle danze!!
Parola a te elly XD
Vostra Serena


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