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Capitolo 1 parte 4 - Ele

Capitolo 1 parte 4:

Il giorno prima del Disastro




Pianeta Esperia



« Siamo arrivati signorina… » la voce rude del taxista mi risvegliò dal mio dormiveglia.

Aprii gli occhi a malincuore e, mio malgrado, più piano di quel che avrei voluto per evitare di ferirli dalla luce grigio bluastra che illuminava la città a quell'ora del mattino e guardai fuori dal finestrino, il quaderno di Ebony stretto al petto.

Palazzi moderni di vetro, arenaria e metallo mi circondavano, strade costruite su scogli perenni in un isola gigantesca che tuttavia occupava solo un terzo di Esperia.

Ma adesso… oltre quei palazzi, potevo intravedere i confini della nostra terra, la terra della gente comune, e l'inizio di quella dei borghesi e dei nobili.

Il confine era sempre stato limpido e invalicabile per noi, protetto da una barriera di cristallo più resistente del diamante, da lì partiva la fonte della nostra vita.

Lo Sturdust, polvere di stelle, e fonte di cibo e vita per noi.

Il tassista si fermò proprio davanti alla struttura che fungeva da dogana, un palazzo alto almeno venti piani ma non abbastanza alto per gli standard della città per essere degno di essere chiamato grattacielo.

D'altronde… in centro c'erano grattacieli alti 200 piani ma nessuno riusciva a superare l'edificio cuore della nostra città, situato esattamente al centro dell'isola.

Il motore dell'auto nera ronzò un po', prima di fermarsi del tutto. 

Sganciai la cintura e con un "grazie" un po' incerto lo pagai con cinquanta lucei.

Riuscii solo a vedere la mano callosa del conducente attraverso il divisorio di tessuto nero prendermi i soldi dalla mano e darmi un luceo e mezzo di resto.

Mi morsi il labbro mettendomi i soldi nella tasca della felpa.

Andare al Confine era molto caro, lo sapevo già, ma Ebony mi aveva attrezzata riempiendomi di lucei.

Feci una smorfia.

Non mi piaceva ricevere soldi da qualcun altro.

« Allora ragazzina?!?! Vuoi scendere o no? » la voce del conducente mi strappò ancora una volta dai miei pensieri.

"Ma perché c'è l'ha con me? Cosa gli ho fatto?!?"

« Sí, mi scusi. » mormorai e, sebbene con qualche difficoltà, aprii la portiera e salutai con un "arrivederci" che fu ricambiato con solo un: "Stai attenta a quello che fai ragazzina.".

Giocherellando con i bordi della copertina del quaderno mi incamminai verso l'entrata dell'edificio.

Odiavo essere chiamata ragazzina poiché, nonostante tutto, io dovessi avere più di 2561 anni il mio corpo ne dimostrava ancora 15.

Praticamente una bis bis bis bis bis bis bis bis e non saprei quanti altri "bis" nonna nel corpo di una ragazza.

Spinsi dolcemente la maniglia argentea della porta a vetri con una mano, guardandomi attorno.

L'atrio era decisamente imponente e immenso.

Una donna di al massimo trent'anni mi guardò incuriosita da dietro alla massiccia reception, mettendo giù non so quali moduli.

Ci sono almeno un'altra trentina o quarantina di persone tutte messe in tiro e con acconciature sobrie e misi impeccabili color antracite per le donne e nero perlaceo per gli uomini.

O per i ragazzi…

Già… perché grazie a qualche miracolo la società ha provveduto a rimediare a questo disagio di una nonnetta o nonneto nel corpo di un fin troppo giovane ragazzo o ragazza.

Qua si contano solo gli anni effettivi della persona in questione.

Però… in effetti io mi facevo notare, l'unica macchia in mezzo a un bianco immacolato.

Oppure l'unico punto bianco in mezzo a un nero assoluto, dipendeva dai punti di vista.

Mi diressi verso la donna dai capelli rossicci evitando il più possibile l'andirivieni dei dipendenti della dogana. Già perché loro si occupavano di registrare tutto, sia chi o quante persone attraversano il confine o incontrano nobili e borghesi, sia la quantità di Sturdust che viene importata dalla nostra città. E tanti altri compiti che tenevano impegnati i più fortunati e brillanti della nostra isola.

« Buongiorno sono qua per vedere Cameron Seker. Crystal Maurine per conto di Ebony Naughter. » le dissi racimolando la poca tranquillità che avevo in corpo.

Cam era il mio fratellastro… e non lo vedevo da quando mia madre si è risposata con il nobile che lo aveva fatto nascere.

E poi quella donna mi intimidiva con il suo portamento e il suo sguardo efficiente per non parlare poi dell'aspetto impeccabile, nemmeno un capello sfuggiva dalla sua crocchia di capelli rossi e sebbene la giovane età sembrava molto più vecchia.

Anche lei doveva essere nella mia stessa situazione.

"Evviva…!"

« Attenda un momento. » mi disse con un sorriso divertito mascherato di gentilezza, sicuramente vedendo il mio disagio.

Abbassai la testa sul quaderno che Ebony mi aveva dato, dentro c'erano tutte le domande che, in teoria avrebbe dovuto fare lei.

Già, Ebony era la mia migliore amica alias coinquilina.

Entrambe andavamo all'università più prestigiosa della nostra città, ma con un unica differenza.

Lei si interessava d'attualità e giornalismo mentre io ho preferito specializzarmi per fare la Cantante.

Peccato però che, proprio quando era riuscita ad ottenere un intervista da parte del "più famoso" nobile di Esperia si sia ammalata di Creonit, malattia che colpisce la nostra capacità di trattenere il flusso dell'energia delle lune.

Mi coprii i palmi delle mani con le maniche del maglione più largo di almeno una o due taglie stringendo forte il quaderno al petto.

« Per favore Crystal! Questa è una grande opportunità per capire cosa sta succedendo oltre il Confine! » mi aveva pregata lei, gli occhi lucidi di lacrime e il corpo brillante di scaglie rosse qua e là.

« Lo so Bonnie ma io non so nulla su quello che succede nella città nobile! » 

"Eh già… viva l'ignoranza!"

Ha scosso la testa e si è raggomitolata di più sul divano con un cucchiaio di gelato alla fragola in mano.

« Non importa Cry, basta che prendi appunti e segui la sequenza delle domande. » mi ha risposto portandosi il cucchiaio di gelato alla bocca.

Ma come faceva?!?!?

Anche con gli occhi lucidi e le scaglie rosse a intermittenza sul suo corpo era splendida.

I capelli neri ordinati e pettinati a dovere, vestita con la sua terribile tuta rosa con un coniglietto bianco che faceva teneramente una linguaccia, tuta che usa di solito quando è depressa o ammalata.

« Ti prego… sta succedendo qualcosa di grosso dall'altra parte e lo sai. Voglio solo riuscire a capire che cosa sia! » 

Ovviamente poi ha tirato in ballo il fatto che non mi sarei dovuta preoccupare perché Cameron era il mio fratellastro.

E la cosa sarebbe stata effettivamente rassicurante… se io lo avessi conosciuto sul serio. Così come avessi conosciuto i miei genitori…

"Oh no… territorio vietato Crystal."

Alla fine ho ceduto perché, a dirla tutta volevo capire anch'io cosa stesse succedendo.

C'era molta più diffidenza tra la nostra gente e le guardie che proteggevano Esperia erano sempre più attive.

Qualcosa non andava e anch'io volevo scoprire cosa fosse.

Ma, indipendentemente, ho voluto ribellarmi a questa situazione a modo mio.

Perché guardando tutte queste persone che mi intimidivano sinceramente avrei voluto ardentemente non cedere alle suppliche di Bonnie.

« Prego, da questa parte signorina Maurine. La signorina Nughter era attesa. Prego firmi qua. » 

Alzai la testa, mi aveva allungato una cartellina di pelle nera elegante.

Firmai il foglio senza prendermi nemmeno il tempo di leggere e a passo incerto seguii la rossa.

Attaccato al vestito c'era sputato un cartellino identificativo a nome Juliette… e un cognome impronunciabile anche per i nostri standard.

Juliette mi accompagnò all'ascensore, appena passavamo la gente si voltava a guardarmi incuriosita.

Beh c'erano molte ragioni per essere curiosi.

Non accadeva spesso che una come me, soprattutto me, avesse il permesso di incontrare un nobile. E poi c'era il fatto che io non potevo essere propriamente considerata una persona "normale" e più della metà della nostra gente sapeva chi ero.

Ma non per motivi… onorevoli.

Credo…

"Non per motivi casti di sicuro…"

Arrossi a quel pensiero.

« Diciannovesimo piano la prima porta che vede. » mi disse Juliette quando arrivammo all'ascensore.

Mi squadrò ancora per un attimo e poi a labbra serrate aggiunse: « Avrà pochi minuti, il signor Seker è molto impegnato. ».

Annuii, le porte argentate dell'ascensore si aprirono rivelando tantissimi pannelli bianchi illuminati.

« Me li farò bastare e scusi tanto il disturbo. » dissi prima di entrare nell'ascensore.

« Si figuri… è stato un piacere conoscerla di persona finalmente…

Crystal. » 

Sussultai e mi girai per guardarla ma le porte dell'ascensore si erano già chiuse.

A quanto pare anche qua mi conoscevano.

"Ma cosa dici?!? Non è assolutamente vero!"

Sospirai.

Speravo ardentemente che la vocina nella mia testa avesse ragione ma d'altra parte, certe notizie viaggiano come fulmini.

Sfiorai il monitor e questo si accese rivelando i numeri dei piani, schiacciai il 19 e l'ascensore salì con una lieve spinta.

Mi guardai la punta delle scarpe.

In effetti… il terzo valido motivo perché mi facevo notare era il fatto che ero totalmente vestita nel modo più inadeguato possibile alla situazione.

Ma in effetti lo avevo fatto per ripicca nei confronti di Bonnie.

"Ah ah non è vero! Semplicemente non volevi che tuo fratello ti vedesse per quello che non eri!"

Alzai gli occhi al cielo.

Bisogna accettare la personalità della gente cavolo! E non nascondersi in mise impeccabili color antracite tutte uguali tra loro!

E anche se fosse, mi ero già sforzata molto… in un certo senso. Avevo scelto un golf pesante e nero un po' sformato che arrivava a metà pancia ma con le maniche lunghe e morbide di morbido e caldo pelo all'interno, sotto una canotta di un marroncino aranciato di tessuto trasparente e sopra la canotta una T-short un po' più lunga del golf ma pur sempre corta, di un marrone scuro con la raffigurazione di un gruppo che non conoscevo, una minigonna di jeans un po' sdrucita sopra a collant rossicce e i miei dignitosissimi e comodi stivali nero bluastri.

Il che sarebbe andato anche bene… se fossi dovuta uscire per una passeggiata o per altre attività di svago, no di certo per un posto importante come questo.

Beh almeno mi ero messa dei gioielli, tanto per tirarli fuori da quel maledetto portagioie una volta tanto.

Anche se i gioielli in questione erano due cerchietti per i polsi, uno giallo e l'altro verde e dei banali e piccoli punti luce ai lobi delle orecchie.

E ovviamente avevo raccolto i miei corti e ondulati capelli castano rossicci in una coda un po' spettinata… ma che potevo pretendere?

Qualche ciocca riusciva sempre a ribellarsi.

Per rimediare alla situazione Bonnie ha persino cercato di truccarmi…

Rabbrividii al pensiero.

Ha dovuto rincorrermi per tutto l'appartamento con le scaglie che lampeggiavano di un rosso scarlatto, come un segnale stradale per la rabbia, e alla fine mi è riuscita a mettere un banale mascara.

Moderato ovviamente.

L'ascensore si fermò con una delicata spinta e le porte si aprirono in un fruscio rivelandomi un corridoio bianco con in fondo un elegante porta di legno scuro e maniglie a sbarra verticale argentate.

Mi sentivo un po' incerta a bussare soprattutto perché non sentivo alcun rumore al di là della porta perciò spinsi una sbarra e la porta si aprì.

Era una sala d'attesa.

Una sala d'attesa che mi fece venire le vertigini e mi incantò al tempo stesso.

Le pareti erano vetrate spesse che davano sulla città nobile. Una distesa d'acqua blu e argentea che si estendeva a perdita d'occhio, costellata da scogli neri e diamanti luccicanti che rendevano l'acqua somigliante a un cielo stellato.

Era veramente bellissimo.

Ravissant…”

« La Signorina Maurine? » una voce femminile e cortese mi distolse da quella visione magnifica.

Una ragazza di etnia nera che dimostrava al massimo un anno in più di me mi sorrise amabilmente da dietro alla reception.

Arrossii e cercando di ricompormi sussurrai un « Sí. » molto tirato.

Oh, su Crystal.

« Sí. » ripetei e questa volta con un tono più deciso e forse (speravo) più autorevole.

« Le dispiace attendere, per cortesia? Il signor Seker sarà pronto a riceverla fra cinque minuti. » mi disse gentilmente lei facendomi un cenno con la mano verso un divano di pelle nera.

« Certo. » sussurrai e un po' impacciata mi sedetti sul divano.

La ragazza uscì nel corridoio ed io approfittai per dare un occhiata alle domande di Ebony, mannaggia a lei poteva almeno informarmi del modo in cui si sarebbero svolte le domande ed io non sapevo molto di politica e non ero molto brava a raggirare le persone per ottenere le risposte che volevo sapere.

Bonnie invece era un asso in questo e molte volte giocava a mio svantaggio per questioni che preferibilmente avrei voluto tenere segrete.

Anzi.

In realtà in questo momento avrei preferito raggomitolarmi nel mio letto a leggere uno di quei romanzi che tanto mi piacevano.

Magari avrei riletto ancora Sogno di una notte di mezza estate, chissà.

Adoravo quello scrittore umano.

Ridacchiai senza motivo.

Calmati Maurine stai diventando nervosa. La ragazza era tornata con un cipiglio che non premetteva nulla di buono.

Mmh… magnifique, vraiment.”

Le mie mani iniziarono a tremare e le nascosi sotto il quaderno per evitare che le notasse.

Rilessi e rilessi le domande per ingannare il tempo, tanto che alla fine quasi le imparai a memoria.

Ma il nervosismo e l'agitazione si facevano sentire e non riuscivo a leggerle con la logica ma solo a pappagallo.

« Gradisce qualcosa Signorina Maurine? » mi chiese, cordiale la ragazza della reception.

Sussultai.

"Nervi saldi."

Le sorrisi educata e mi accorsi di avere la bocca completamente asciutta.

« In effetti aiuterebbe, grazie. »

Lei annuì e schiacciò un bottone che non riuscii a vedere a causa della scrivania.

« Lily per cortesia potresti portarmi su un bicchiere d'acqua… » mi lanciò un occhiata e con un sorriso complice aggiunse « … e magari anche un bicchierino di Trial. » 

Sentii una risposta efficiente dall'altra parte e la ragazza si risedette sulla sedia.

« Grazie per la gentilezza… » le sussurrai grata.

Lei annuì con aria comprensiva.

Okay, ma che cosa sarà mai il Trial?”

« Beh anche io sarei stata nervosa se fossi stata al posto suo, mi creda. »

Non passò molto che una cameriera vestita di bianco mi servì due bicchieri di cristallo molto sobri , uno piccolino di Trial e uno d'acqua. 

Mi portai il bicchierino di Trial alle labbra e trangugiai il liquido denso verde smeraldo in un sorso anche su pur un po' incerta intimamente.

Ma non potevo guardare quella roba verde con sospetto proprio sotto gli occhi della ragazza.

Un sapore salato, fresco e particolare mi invase la bocca.

Era buonissimo.

Mi rilassai e gustai le ultime gocce.

Presi in mano anche il bicchiere d'acqua, il vetro un po' appannato a causa dei cubetti di ghiaccio che tintinnavano come tanti piccoli campanelli sulla superficie del vetro. Bevvi un sorso e trattenni il brivido delizioso che mi procurò lungo la colonna vertebrale e più giù, sulle gambe.

L'acqua mi rilassò i muscoli della schiena tesi per la tensione e mi abbandonai, finalmente rilassata, sulla poltrona.

« Ora Mr Seker è pronto a riceverla signorina Maurine. » 

A malincuore abbandonai l'acqua sul tavolino e presi in mano il quaderno.

La ragazza mi fece cenno con il braccio di entrare pure.

Incespicando, aprii la porta di legno scuro, uguale a quella di prima solo molto più grande.

Una luce bianca mi abbagliò per un attimo e sentii la porta dietro di me chiudersi con un lieve fruscio.

Quando le mie pupille si ripresero da quel lampo improvviso distinsi un pontile di legno gigantesco… un pontile di conchiglie che dava alla distesa immensa del territorio dei nobili.

Le acque accarezzavano il pontile con morbide ondine calme, la luna blu illuminava il cielo riflettendosi luminosa sull'acqua, rendendola quasi illuminata dall'interno.

Noi non avevamo soli… e la luna blu era tutto quello che più si avvicinava a un sole per noi.

L'aria umida mi accarezzava il viso e dovetti reprimere a forza l'istinto di tuffarmi in acqua, la gola cominciava a inaridirsi e la pelle a tirare.

Ma non potevo trasformarmi, ne ora ne mai. Era severamente vietato a noi gente comune.

Cercai di inghiottire malgrado ogni movimento della mia lingua bruciasse come fuoco vivo e inchiodai lo sguardo alla luna per resistere all'istinto di buttarmi in acqua.

Cavolo non me lo aspettavo proprio questo improvviso passaggio da un territorio all'altro…

Il contatto visivo mi aiutava un po' ma il dolce suono delle onde… beh non proprio.

Mi misi a canticchiare una melodia per non ascoltare e vagai con lo sguardo sulla nostra immensa luna blu. 

« Non sapevo che la luna fosse così interessante. » 

Una voce di ragazzo mi sorprese da dietro facendomi sobbalzare e girare di scatto.

Un paio di occhi tra il verde e il castano dorato mi guardavano con gentilezza e composta discrezione e curiosità.

Arrossii e cercando di nascondere il mio turbamento dovuto all'acqua come potevo, mi sforzai di stare dritta.

« Nemmeno io sinceramente. » sussurrai.

Lui inclinò un po' la testa con l'ombra di un sorriso sulle labbra al commento.

« Preferisce parlare in un posto un po' meno… » si interruppe in cerca della parola giusta.

Mi sfuggì una risata.

« Umido? »

« Beh sì… per usare un eufemismo. » disse alla fine dopo averci pensato un attimo su sorridendo.

Avevo qualche serio problema di autocontrollo ma mi vergognavo a farmi vedere così davanti a un nobile cavolo…

Ma d'altronde… o così o mi sarei buttata gridando in acqua perciò non mi rimaneva molta scelta.

« Sí gradirei, grazie. » 

Annuì divertito e mi fece un cenno con la testa a invitarmi a seguirlo.

« Mi segua, sul Confine c'è molta meno acqua. » 

"E lui cosa ne sapeva?"

« La ringrazio. » 

Mi affrettai a seguirlo soprattuto dopo che non ci fu più la distrazione della sua voce per distogliermi dalle onde.

"Onde malefiche… caspita. "

Però in effetti dovetti ammettere che al confine c'era meno acqua ma non abbastanza da placare il richiamo… ma d'altronde meglio di niente giusto?

Mi sforzai di concentrare l'attenzione sul ragazzo che avevo davanti per distrarmi.

Non era male se ti piaceva il genere…  corti capelli di un castano particolare, sui riflessi ramati e scuri assieme ma non tanto da sembrare neri, anzi, sembravano molto chiari.

Doveva essere più alto di me di una cinquina di centimetri buoni.

"Mannaggia a me che sono così bassa…" pensai mordendomi il labbro inferiore.

E a quanto pare dimostrava due o tre anni più di me, cosa assolutamente sconvolgente perché io ero nata di un bel pezzo prima di lui.

A quanto pare il mio corpo tardava a crescere nonostante tutti gli anni che avevo subito… poteva essere un effetto collaterale per quello che ero?

Scossi la testa imbarazzata.

"Per l'amor del cielo Maurine non oserai pensare a certe cose in compagnia di un nobile!" 

« Signorina Naughter immagino. » la voce di Cameron mi distolse dai miei pensieri che stavano prendendo una piega a dir poco sconveniente.

Mi sentivo un po' come se mi avesse beccato con le mani nella marmellata.

Lui mi guardava  come alla ricerca di una risposta.

Oddio cosa mi aveva chiesto? 

Ah già…

« Ehm… no. Purtroppo Bonnie… ehm cioè Ebony… cioè la signorina Naughter è indisposta e ha mandato me, spero che non le dispiaccia signor Seker. »

« Capisco… » inclinò un po' la testa da un lato con aria curiosa.

"È la seconda volta che lo fa" notai.

« … quindi lei è? » mi chiese lui con un sorrido cordiale.

Oddio è vero! Non mi sono ancora presentata!

"Eh eh e qua viene il bello" mi sussurrò una vocina dentro di me che scacciai immediatamente.

Mi schiarii la voce indecisa su dove posare lo sguardo.

« Crystal. Mi chiamo Crystal Maurine. » dissi alla fine.

Ecco… ora lo sa.

Lui sembrò stupito e mi squadrò con più attenzione.

"Eh sì bello mio sono la tua carissima sorella maggiore"

« Quella Crystal Mauri…? »

« Sí esatto. » 

Aggrottò la fronte come se faticasse a crederlo.

Beh in realtà io avevo ereditato molto da mia… cioè nostra madre.

Il colore dei capelli, uguali a quelli di Cameron, ad esempio.

E quello degli occhi che però, a differenza sua, avevano un colore un po' insolito e mooolto variabile che sembrava un misto tra l'azzurro argenteo molto chiaro di mia mamma e il verde acqua intenso di mio padre.

Una combinazione decisamente strana a dirla tutta.

Il viso aveva la forma simile a quella di mia madre ma molto più addolcita e le labbra carnose e a cuore dovevano essere di qualche parente di mio padre e il naso era di entrambi supponevo.

« Beh in effetti aveva un aria familiare. » mi disse lui.

Gli sorrisi.

« Può darmi pure del tu a questo punto e, la prego, mi chiami Crystal. » 

Annuì con un sopracciglio alzato.

« Però…! È strano trovarsi davanti una sorellastra maggiore così giovane. » commentò lui.

Arrossii.

"Già io per prima me ne ero accorta."

« Beh… non so perché ma a quanto pare il mio corpo umano ha deciso all'improvviso di non invecchiare e… » il resto finì in un borbottio indistinto che non prevedeva nulla di buono.

Mi schiarii la voce.

« In realtà ho sempre pensato che fosse un disturbo dovuto al mio… cioè al nostro ehm… problema… che magari si manifesta più raramente ma comunque in modo effettivo su una sirena… » 

Oh per carità, che qualcuno mi fermi!

« … e in effetti è un vero disagio perché rispetto alla mia maturità mentale… e… e sessuale insomma è molto scomodo e… »

« Okay okay ho capito! » disse lui scoppiando a ridere.

Arrossi lanciandogli un occhiataccia.

« Non era mica una critica! Era una genuina affermazione. » continuò lui facendomi l'occhiolino che, malgrado tutto, mi strappò una risata.

Rise ancora e scosse la testa sedendosi su un gradino di roccia nera, invitandomi con la mano a raggiungerlo.

Mi sedetti di fianco a lui.

« Perciò ho davanti a me una Lover a tutti gli effetti? »

Arrossii tragicamente.

"Mannaggia a lui una domanda un po' meno diretta, cavolo?"

« Ehm… sì. » sussurrai imbarazzata.

Il padre di Cameron era un nobile e un Lover come mia mamma ma mia mamma a differenza del padre di Came, aveva già dato i geni recessivi dei lover a me e non a Came.

Ma avrei preferito un milione di volte che se li fosse tenuti lui!

« Perciò adesso tu con chi vivi? » mi chiese lui.

"Uffi… chi era qua per fare un interrogatorio all'altro? Io o lui per la miseria?!?!"

« Per il periodo di tempo necessario sono stata allevata dalla sorella di mia… di nostra madre ma poi ho deciso di andarmene e ora vivo in un appartamento con la mia coinquilina, Ebony appunto. » mi strinsi nelle spalle.

« Abbiamo poco tempo però ed io ho un mucchio di domande da farle. » 

Meglio troncare le domande sul nascere.

E come avrebbe detto mia zia "Carpe diem, Crystal".

Una frase che avevo preso a cuore in tanti anni di esistenza.

« Puoi darmi del tu tranquillamente. » poi annuì facendomi segno di iniziare.

Aprii il quaderno di Bonnie, sfilando dalla copertina una penna che avevo attaccato.

« Allora… la società è una foresta intricata, quasi una giungla dove il più forte domina e controlla gli altri. Come ha fatto a conquistare il suo titolo a un età così giovane? » lessi e da lì iniziò una lunghissima serie di domande.

Accidenti guardandole dal foglio sembravano decisamente meno.

Ma era più il fatto che mi dilungavo fin troppo chiedendo di lui della sua personalità, cercando quasi inconsciamente di colmare quelle lacune che in tanti centenni non avevo mai avuto l'interesse di riempire.

Un paio di domande in particolare mi fecero drizzare le orecchie in particolare modo.

« Ci sono state molte guerre per il dominio, pochissime fra noi ma molte e intense contro le Arpie. Crede che ne potrebbe scoppiare un altra intensa e lunga come le precedenti? » lessi e questa sì che era una bella domanda.

Scoppiò a ridere, una risata amara e per niente divertita, persino triste.

« La guerra c'è in ogni momento Crystal. Anche adesso da qualche parte una sentinella può star combattendo contro un'Arpia in questo momento. Soprattuto in questo periodo… »

« Come mai la pensa così? » chiesi e non stavo guardando le domande di Ebony.

« C'è qualcosa che si sta muovendo intorno a noi, in ogni istante, ogni secondo, ogni minuto cambia qualcosa nel territorio delle arpie e, di sicuro, non è nulla di buono. »



Buongiorno carissime!
Io sono la Ele (alias Katherine Striges su EFP) e come avrete capito sono nota per i miei papiri lunghi secoli su secoli di altri milioni di secoli.
Spero che la storia vi piaccia e vi prego immensamente di rispettare le regole espresse sul nostro primo post per correttezza nei nostri confronti.
Pertanto vorrei precisare che, sempre per correttezza nei confronti di TUTTE le scrittrici, sarebbe giusto e consigliabile il fatto di recensire TUTTI i capitoli. Poichè se si recensisse solo i capitoli di Nena piuttosto che Elly etc. si esprime indirettamente una chiara preferenza per il personaggio e non per la storia in sé.
Io sconsiglierei vivamente tale comportamento.
Ma, cambiando discorso, a breve posteremo un trailer per presentare la storia anche su you tube.
Bene è tutto.
Questa parte chiude definitivamente il primo capitolo.
Un bacione ragazze e vi auguro che il sogno non finisca mai e che rimanga per sempre nei vostri cuori.

Crystal:







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