Capitolo
1 parte 4:
Il
giorno prima
del
Disastro
Pianeta
Esperia
«
Siamo arrivati signorina… » la voce rude del taxista mi risvegliò
dal mio dormiveglia.
Aprii
gli occhi a malincuore e, mio malgrado, più piano di quel che avrei
voluto per evitare di ferirli dalla luce grigio bluastra che
illuminava la città a quell'ora del mattino e guardai fuori dal
finestrino, il quaderno di Ebony stretto al petto.
Palazzi
moderni di vetro, arenaria e metallo mi circondavano, strade
costruite su scogli perenni in un isola gigantesca che tuttavia
occupava solo un terzo di Esperia.
Ma
adesso… oltre quei palazzi, potevo intravedere i confini della
nostra terra, la terra della gente comune, e l'inizio di quella dei
borghesi e dei nobili.
Il
confine era sempre stato limpido e invalicabile per noi, protetto da
una barriera di cristallo più resistente del diamante, da lì
partiva la fonte della nostra vita.
Lo
Sturdust, polvere di stelle, e fonte di cibo e vita per noi.
Il
tassista si fermò proprio davanti alla struttura che fungeva da
dogana, un palazzo alto almeno venti piani ma non abbastanza alto per
gli standard della città per essere degno di essere chiamato
grattacielo.
D'altronde…
in centro c'erano grattacieli alti 200 piani ma nessuno riusciva a
superare l'edificio cuore della nostra città, situato esattamente al
centro dell'isola.
Il
motore dell'auto nera ronzò un po', prima di fermarsi del tutto.
Sganciai
la cintura e con un "grazie" un po' incerto lo pagai con
cinquanta lucei.
Riuscii
solo a vedere la mano callosa del conducente attraverso il divisorio
di tessuto nero prendermi i soldi dalla mano e darmi un luceo e mezzo
di resto.
Mi
morsi il labbro mettendomi i soldi nella tasca della felpa.
Andare
al Confine era molto caro, lo sapevo già, ma Ebony mi aveva
attrezzata riempiendomi di lucei.
Feci
una smorfia.
Non
mi piaceva ricevere soldi da qualcun altro.
«
Allora ragazzina?!?! Vuoi scendere o no? » la voce del conducente mi
strappò ancora una volta dai miei pensieri.
"Ma
perché c'è l'ha con me? Cosa gli ho fatto?!?"
«
Sí, mi scusi. » mormorai e, sebbene con qualche difficoltà, aprii
la portiera e salutai con un "arrivederci" che fu
ricambiato con solo un: "Stai attenta a quello che fai
ragazzina.".
Giocherellando
con i bordi della copertina del quaderno mi incamminai verso
l'entrata dell'edificio.
Odiavo
essere chiamata ragazzina poiché, nonostante tutto, io dovessi avere
più di 2561 anni il mio corpo ne dimostrava ancora 15.
Praticamente
una bis bis bis bis bis bis bis bis e non saprei quanti altri "bis"
nonna nel corpo di una ragazza.
Spinsi
dolcemente la maniglia argentea della porta a vetri con una mano,
guardandomi attorno.
L'atrio
era decisamente imponente e immenso.
Una
donna di al massimo trent'anni mi guardò incuriosita da dietro alla
massiccia reception, mettendo giù non so quali moduli.
Ci
sono almeno un'altra trentina o quarantina di persone tutte messe in
tiro e con acconciature sobrie e misi impeccabili color antracite per
le donne e nero perlaceo per gli uomini.
O
per i ragazzi…
Già…
perché grazie a qualche miracolo la società ha provveduto a
rimediare a questo disagio di una nonnetta o nonneto nel corpo di un
fin troppo giovane ragazzo o ragazza.
Qua
si contano solo gli anni effettivi della persona in questione.
Però…
in effetti io mi facevo notare, l'unica macchia in mezzo a un bianco
immacolato.
Oppure
l'unico punto bianco in mezzo a un nero assoluto, dipendeva dai punti
di vista.
Mi
diressi verso la donna dai capelli rossicci evitando il più
possibile l'andirivieni dei dipendenti della dogana. Già perché
loro si occupavano di registrare tutto, sia chi o quante persone
attraversano il confine o incontrano nobili e borghesi, sia la
quantità di Sturdust che viene importata dalla nostra città. E
tanti altri compiti che tenevano impegnati i più fortunati e
brillanti della nostra isola.
«
Buongiorno sono qua per vedere Cameron Seker. Crystal Maurine per
conto di Ebony Naughter. » le dissi racimolando la poca tranquillità
che avevo in corpo.
Cam
era il mio fratellastro… e non lo vedevo da quando mia madre si è
risposata con il nobile che lo aveva fatto nascere.
E
poi quella donna mi intimidiva con il suo portamento e il suo sguardo
efficiente per non parlare poi dell'aspetto impeccabile, nemmeno un
capello sfuggiva dalla sua crocchia di capelli rossi e sebbene la
giovane età sembrava molto più vecchia.
Anche
lei doveva essere nella mia stessa situazione.
"Evviva…!"
«
Attenda un momento. » mi disse con un sorriso divertito mascherato
di gentilezza, sicuramente vedendo il mio disagio.
Abbassai
la testa sul quaderno che Ebony mi aveva dato, dentro c'erano tutte
le domande che, in teoria avrebbe dovuto fare lei.
Già,
Ebony era la mia migliore amica alias coinquilina.
Entrambe
andavamo all'università più prestigiosa della nostra città, ma con
un unica differenza.
Lei
si interessava d'attualità e giornalismo mentre io ho preferito
specializzarmi per fare la Cantante.
Peccato
però che, proprio quando era riuscita ad ottenere un intervista da
parte del "più famoso" nobile di Esperia si sia ammalata
di Creonit, malattia che colpisce la nostra capacità di trattenere
il flusso dell'energia delle lune.
Mi
coprii i palmi delle mani con le maniche del maglione più largo di
almeno una o due taglie stringendo forte il quaderno al petto.
«
Per favore Crystal! Questa è una grande opportunità per capire cosa
sta succedendo oltre il Confine! » mi aveva pregata lei, gli occhi
lucidi di lacrime e il corpo brillante di scaglie rosse qua e là.
«
Lo so Bonnie ma io non so nulla su quello che succede nella città
nobile! »
"Eh
già… viva l'ignoranza!"
Ha
scosso la testa e si è raggomitolata di più sul divano con un
cucchiaio di gelato alla fragola in mano.
«
Non importa Cry, basta che prendi appunti e segui la sequenza delle
domande. » mi ha risposto portandosi il cucchiaio di gelato alla
bocca.
Ma
come faceva?!?!?
Anche
con gli occhi lucidi e le scaglie rosse a intermittenza sul suo corpo
era splendida.
I
capelli neri ordinati e pettinati a dovere, vestita con la sua
terribile tuta rosa con un coniglietto bianco che faceva teneramente
una linguaccia, tuta che usa di solito quando è depressa o ammalata.
«
Ti prego… sta succedendo qualcosa di grosso dall'altra parte e lo
sai. Voglio solo riuscire a capire che cosa sia! »
Ovviamente
poi ha tirato in ballo il fatto che non mi sarei dovuta preoccupare
perché Cameron era il mio fratellastro.
E
la cosa sarebbe stata effettivamente rassicurante… se io lo avessi
conosciuto sul serio. Così come avessi conosciuto i miei genitori…
"Oh
no… territorio vietato Crystal."
Alla
fine ho ceduto perché, a dirla tutta volevo capire anch'io cosa
stesse succedendo.
C'era
molta più diffidenza tra la nostra gente e le guardie che
proteggevano Esperia erano sempre più attive.
Qualcosa
non andava e anch'io volevo scoprire cosa fosse.
Ma,
indipendentemente, ho voluto ribellarmi a questa situazione a modo
mio.
Perché
guardando tutte queste persone che mi intimidivano sinceramente avrei
voluto ardentemente non cedere alle suppliche di Bonnie.
«
Prego, da questa parte signorina Maurine. La signorina Nughter era
attesa. Prego firmi qua. »
Alzai
la testa, mi aveva allungato una cartellina di pelle nera elegante.
Firmai
il foglio senza prendermi nemmeno il tempo di leggere e a passo
incerto seguii la rossa.
Attaccato
al vestito c'era sputato un cartellino identificativo a nome
Juliette… e un cognome impronunciabile anche per i nostri standard.
Juliette
mi accompagnò all'ascensore, appena passavamo la gente si voltava a
guardarmi incuriosita.
Beh
c'erano molte ragioni per essere curiosi.
Non
accadeva spesso che una come me, soprattutto me, avesse il permesso
di incontrare un nobile. E poi c'era il fatto che io non potevo
essere propriamente considerata una persona "normale" e più
della metà della nostra gente sapeva chi ero.
Ma
non per motivi… onorevoli.
Credo…
"Non
per motivi casti di sicuro…"
Arrossi
a quel pensiero.
«
Diciannovesimo piano la prima porta che vede. » mi disse Juliette
quando arrivammo all'ascensore.
Mi
squadrò ancora per un attimo e poi a labbra serrate aggiunse: «
Avrà pochi minuti, il signor Seker è molto impegnato. ».
Annuii,
le porte argentate dell'ascensore si aprirono rivelando tantissimi
pannelli bianchi illuminati.
«
Me li farò bastare e scusi tanto il disturbo. » dissi prima di
entrare nell'ascensore.
«
Si figuri… è stato un piacere conoscerla di persona finalmente…
Crystal.
»
Sussultai
e mi girai per guardarla ma le porte dell'ascensore si erano già
chiuse.
A
quanto pare anche qua mi conoscevano.
"Ma
cosa dici?!? Non è assolutamente vero!"
Sospirai.
Speravo
ardentemente che la vocina nella mia testa avesse ragione ma d'altra
parte, certe notizie viaggiano come fulmini.
Sfiorai
il monitor e questo si accese rivelando i numeri dei piani,
schiacciai il 19 e l'ascensore salì con una lieve spinta.
Mi
guardai la punta delle scarpe.
In
effetti… il terzo valido motivo perché mi facevo notare era il
fatto che ero totalmente vestita nel modo più inadeguato possibile
alla situazione.
Ma
in effetti lo avevo fatto per ripicca nei confronti di Bonnie.
"Ah
ah non è vero! Semplicemente non volevi che tuo fratello ti vedesse
per quello che non eri!"
Alzai
gli occhi al cielo.
Bisogna
accettare la personalità della gente cavolo! E non nascondersi in
mise impeccabili color antracite tutte uguali tra loro!
E
anche se fosse, mi ero già sforzata molto… in un certo senso.
Avevo scelto un golf pesante e nero un po' sformato che arrivava a
metà pancia ma con le maniche lunghe e morbide di morbido e caldo
pelo all'interno, sotto una canotta di un marroncino aranciato di
tessuto trasparente e sopra la canotta una T-short un po' più lunga
del golf ma pur sempre corta, di un marrone scuro con la
raffigurazione di un gruppo che non conoscevo, una minigonna di jeans
un po' sdrucita sopra a collant rossicce e i miei dignitosissimi e
comodi stivali nero bluastri.
Il
che sarebbe andato anche bene… se fossi dovuta uscire per una
passeggiata o per altre attività di svago, no di certo per un posto
importante come questo.
Beh
almeno mi ero messa dei gioielli, tanto per tirarli fuori da quel
maledetto portagioie una volta tanto.
Anche
se i gioielli in questione erano due cerchietti per i polsi, uno
giallo e l'altro verde e dei banali e piccoli punti luce ai lobi
delle orecchie.
E
ovviamente avevo raccolto i miei corti e ondulati capelli castano
rossicci in una coda un po' spettinata… ma che potevo pretendere?
Qualche
ciocca riusciva sempre a ribellarsi.
Per
rimediare alla situazione Bonnie ha persino cercato di truccarmi…
Rabbrividii
al pensiero.
Ha
dovuto rincorrermi per tutto l'appartamento con le scaglie che
lampeggiavano di un rosso scarlatto, come un segnale stradale per la
rabbia, e alla fine mi è riuscita a mettere un banale mascara.
Moderato
ovviamente.
L'ascensore
si fermò con una delicata spinta e le porte si aprirono in un
fruscio rivelandomi un corridoio bianco con in fondo un elegante
porta di legno scuro e maniglie a sbarra verticale argentate.
Mi
sentivo un po' incerta a bussare soprattutto perché non sentivo
alcun rumore al di là della porta perciò spinsi una sbarra e la
porta si aprì.
Era
una sala d'attesa.
Una
sala d'attesa che mi fece venire le vertigini e mi incantò al tempo
stesso.
Le
pareti erano vetrate spesse che davano sulla città nobile. Una
distesa d'acqua blu e argentea che si estendeva a perdita d'occhio,
costellata da scogli neri e diamanti luccicanti che rendevano l'acqua
somigliante a un cielo stellato.
Era
veramente bellissimo.
“Ravissant…”
«
La Signorina Maurine? » una voce femminile e cortese mi distolse da
quella visione magnifica.
Una
ragazza di etnia nera che dimostrava al massimo un anno in più di me
mi sorrise amabilmente da dietro alla reception.
Arrossii
e cercando di ricompormi sussurrai un « Sí. » molto tirato.
Oh,
su Crystal.
«
Sí. » ripetei e questa volta con un tono più deciso e forse
(speravo) più autorevole.
«
Le dispiace attendere, per cortesia? Il signor Seker sarà pronto a
riceverla fra cinque minuti. » mi disse gentilmente lei facendomi un
cenno con la mano verso un divano di pelle nera.
«
Certo. » sussurrai e un po' impacciata mi sedetti sul divano.
La
ragazza uscì nel corridoio ed io approfittai per dare un occhiata
alle domande di Ebony, mannaggia a lei poteva almeno informarmi del
modo in cui si sarebbero svolte le domande ed io non sapevo molto di
politica e non ero molto brava a raggirare le persone per ottenere le
risposte che volevo sapere.
Bonnie
invece era un asso in questo e molte volte giocava a mio svantaggio
per questioni che preferibilmente avrei voluto tenere segrete.
Anzi.
In
realtà in questo momento avrei preferito raggomitolarmi nel mio
letto a leggere uno di quei romanzi che tanto mi piacevano.
Magari
avrei riletto ancora Sogno di una notte di mezza estate, chissà.
Adoravo
quello scrittore umano.
Ridacchiai
senza motivo.
Calmati
Maurine stai diventando nervosa. La ragazza era tornata con un
cipiglio che non premetteva nulla di buono.
“Mmh…
magnifique, vraiment.”
Le
mie mani iniziarono a tremare e le nascosi sotto il quaderno per
evitare che le notasse.
Rilessi
e rilessi le domande per ingannare il tempo, tanto che alla fine
quasi le imparai a memoria.
Ma
il nervosismo e l'agitazione si facevano sentire e non riuscivo a
leggerle con la logica ma solo a pappagallo.
«
Gradisce qualcosa Signorina Maurine? » mi chiese, cordiale la
ragazza della reception.
Sussultai.
"Nervi
saldi."
Le
sorrisi educata e mi accorsi di avere la bocca completamente
asciutta.
«
In effetti aiuterebbe, grazie. »
Lei
annuì e schiacciò un bottone che non riuscii a vedere a causa della
scrivania.
«
Lily per cortesia potresti portarmi su un bicchiere d'acqua… » mi
lanciò un occhiata e con un sorriso complice aggiunse « … e
magari anche un bicchierino di Trial. »
Sentii
una risposta efficiente dall'altra parte e la ragazza si risedette
sulla sedia.
«
Grazie per la gentilezza… » le sussurrai grata.
Lei
annuì con aria comprensiva.
“Okay,
ma che cosa sarà mai il Trial?”
«
Beh anche io sarei stata nervosa se fossi stata al posto suo, mi
creda. »
Non
passò molto che una cameriera vestita di bianco mi servì due
bicchieri di cristallo molto sobri , uno piccolino di Trial e uno
d'acqua.
Mi
portai il bicchierino di Trial alle labbra e trangugiai il liquido
denso verde smeraldo in un sorso anche su pur un po' incerta
intimamente.
Ma
non potevo guardare quella roba verde con sospetto proprio sotto gli
occhi della ragazza.
Un
sapore salato, fresco e particolare mi invase la bocca.
Era
buonissimo.
Mi
rilassai e gustai le ultime gocce.
Presi
in mano anche il bicchiere d'acqua, il vetro un po' appannato a causa
dei cubetti di ghiaccio che tintinnavano come tanti piccoli
campanelli sulla superficie del vetro. Bevvi un sorso e trattenni il
brivido delizioso che mi procurò lungo la colonna vertebrale e più
giù, sulle gambe.
L'acqua
mi rilassò i muscoli della schiena tesi per la tensione e mi
abbandonai, finalmente rilassata, sulla poltrona.
«
Ora Mr Seker è pronto a riceverla signorina Maurine. »
A
malincuore abbandonai l'acqua sul tavolino e presi in mano il
quaderno.
La
ragazza mi fece cenno con il braccio di entrare pure.
Incespicando,
aprii la porta di legno scuro, uguale a quella di prima solo molto
più grande.
Una
luce bianca mi abbagliò per un attimo e sentii la porta dietro di me
chiudersi con un lieve fruscio.
Quando
le mie pupille si ripresero da quel lampo improvviso distinsi un
pontile di legno gigantesco… un pontile di conchiglie che dava alla
distesa immensa del territorio dei nobili.
Le
acque accarezzavano il pontile con morbide ondine calme, la luna blu
illuminava il cielo riflettendosi luminosa sull'acqua, rendendola
quasi illuminata dall'interno.
Noi
non avevamo soli… e la luna blu era tutto quello che più si
avvicinava a un sole per noi.
L'aria
umida mi accarezzava il viso e dovetti reprimere a forza l'istinto di
tuffarmi in acqua, la gola cominciava a inaridirsi e la pelle a
tirare.
Ma
non potevo trasformarmi, ne ora ne mai. Era severamente vietato a noi
gente comune.
Cercai
di inghiottire malgrado ogni movimento della mia lingua bruciasse
come fuoco vivo e inchiodai lo sguardo alla luna per resistere
all'istinto di buttarmi in acqua.
Cavolo
non me lo aspettavo proprio questo improvviso passaggio da un
territorio all'altro…
Il
contatto visivo mi aiutava un po' ma il dolce suono delle onde… beh
non proprio.
Mi
misi a canticchiare una melodia per non ascoltare e vagai con lo
sguardo sulla nostra immensa luna blu.
«
Non sapevo che la luna fosse così interessante. »
Una
voce di ragazzo mi sorprese da dietro facendomi sobbalzare e girare
di scatto.
Un
paio di occhi tra il verde e il castano dorato mi guardavano con
gentilezza e composta discrezione e curiosità.
Arrossii
e cercando di nascondere il mio turbamento dovuto all'acqua come
potevo, mi sforzai di stare dritta.
«
Nemmeno io sinceramente. » sussurrai.
Lui
inclinò un po' la testa con l'ombra di un sorriso sulle labbra al
commento.
«
Preferisce parlare in un posto un po' meno… » si interruppe in
cerca della parola giusta.
Mi
sfuggì una risata.
«
Umido? »
«
Beh sì… per usare un eufemismo. » disse alla fine dopo averci
pensato un attimo su sorridendo.
Avevo
qualche serio problema di autocontrollo ma mi vergognavo a farmi
vedere così davanti a un nobile cavolo…
Ma
d'altronde… o così o mi sarei buttata gridando in acqua perciò
non mi rimaneva molta scelta.
«
Sí gradirei, grazie. »
Annuì
divertito e mi fece un cenno con la testa a invitarmi a seguirlo.
«
Mi segua, sul Confine c'è molta meno acqua. »
"E
lui cosa ne sapeva?"
«
La ringrazio. »
Mi
affrettai a seguirlo soprattuto dopo che non ci fu più la
distrazione della sua voce per distogliermi dalle onde.
"Onde
malefiche… caspita. "
Però
in effetti dovetti ammettere che al confine c'era meno acqua ma non
abbastanza da placare il richiamo… ma d'altronde meglio di niente
giusto?
Mi
sforzai di concentrare l'attenzione sul ragazzo che avevo davanti per
distrarmi.
Non
era male se ti piaceva il genere… corti capelli di un castano
particolare, sui riflessi ramati e scuri assieme ma non tanto da
sembrare neri, anzi, sembravano molto chiari.
Doveva
essere più alto di me di una cinquina di centimetri buoni.
"Mannaggia
a me che sono così bassa…" pensai mordendomi il labbro
inferiore.
E
a quanto pare dimostrava due o tre anni più di me, cosa
assolutamente sconvolgente perché io ero nata di un bel pezzo prima
di lui.
A
quanto pare il mio corpo tardava a crescere nonostante tutti gli anni
che avevo subito… poteva essere un effetto collaterale per quello
che ero?
Scossi
la testa imbarazzata.
"Per
l'amor del cielo Maurine non oserai pensare a certe cose in compagnia
di un nobile!"
«
Signorina Naughter immagino. » la voce di Cameron mi distolse dai
miei pensieri che stavano prendendo una piega a dir poco
sconveniente.
Mi
sentivo un po' come se mi avesse beccato con le mani nella
marmellata.
Lui
mi guardava come alla ricerca di una risposta.
Oddio
cosa mi aveva chiesto?
Ah
già…
«
Ehm… no. Purtroppo Bonnie… ehm cioè Ebony… cioè la signorina
Naughter è indisposta e ha mandato me, spero che non le dispiaccia
signor Seker. »
«
Capisco… » inclinò un po' la testa da un lato con aria curiosa.
"È
la seconda volta che lo fa" notai.
«
… quindi lei è? » mi chiese lui con un sorrido cordiale.
Oddio
è vero! Non mi sono ancora presentata!
"Eh
eh e qua viene il bello" mi sussurrò una vocina dentro di me
che scacciai immediatamente.
Mi
schiarii la voce indecisa su dove posare lo sguardo.
«
Crystal. Mi chiamo Crystal Maurine. » dissi alla fine.
Ecco…
ora lo sa.
Lui
sembrò stupito e mi squadrò con più attenzione.
"Eh
sì bello mio sono la tua carissima sorella maggiore"
«
Quella Crystal Mauri…? »
«
Sí esatto. »
Aggrottò
la fronte come se faticasse a crederlo.
Beh
in realtà io avevo ereditato molto da mia… cioè nostra madre.
Il
colore dei capelli, uguali a quelli di Cameron, ad esempio.
E
quello degli occhi che però, a differenza sua, avevano un colore un
po' insolito e mooolto variabile che sembrava un misto tra l'azzurro
argenteo molto chiaro di mia mamma e il verde acqua intenso di mio
padre.
Una
combinazione decisamente strana a dirla tutta.
Il
viso aveva la forma simile a quella di mia madre ma molto più
addolcita e le labbra carnose e a cuore dovevano essere di qualche
parente di mio padre e il naso era di entrambi supponevo.
«
Beh in effetti aveva un aria familiare. » mi disse lui.
Gli
sorrisi.
«
Può darmi pure del tu a questo punto e, la prego, mi chiami Crystal.
»
Annuì
con un sopracciglio alzato.
«
Però…! È strano trovarsi davanti una sorellastra maggiore così
giovane. » commentò lui.
Arrossii.
"Già
io per prima me ne ero accorta."
«
Beh… non so perché ma a quanto pare il mio corpo umano ha deciso
all'improvviso di non invecchiare e… » il resto finì in un
borbottio indistinto che non prevedeva nulla di buono.
Mi
schiarii la voce.
«
In realtà ho sempre pensato che fosse un disturbo dovuto al mio…
cioè al nostro ehm… problema… che magari si manifesta più
raramente ma comunque in modo effettivo su una sirena… »
Oh
per carità, che qualcuno mi fermi!
«
… e in effetti è un vero disagio perché rispetto alla mia
maturità mentale… e… e sessuale insomma è molto scomodo e… »
«
Okay okay ho capito! » disse lui scoppiando a ridere.
Arrossi
lanciandogli un occhiataccia.
«
Non era mica una critica! Era una genuina affermazione. » continuò
lui facendomi l'occhiolino che, malgrado tutto, mi strappò una
risata.
Rise
ancora e scosse la testa sedendosi su un gradino di roccia nera,
invitandomi con la mano a raggiungerlo.
Mi
sedetti di fianco a lui.
«
Perciò ho davanti a me una Lover a tutti gli effetti? »
Arrossii
tragicamente.
"Mannaggia
a lui una domanda un po' meno diretta, cavolo?"
«
Ehm… sì. » sussurrai imbarazzata.
Il
padre di Cameron era un nobile e un Lover come mia mamma ma mia mamma
a differenza del padre di Came, aveva già dato i geni recessivi dei
lover a me e non a Came.
Ma
avrei preferito un milione di volte che se li fosse tenuti lui!
«
Perciò adesso tu con chi vivi? » mi chiese lui.
"Uffi…
chi era qua per fare un interrogatorio all'altro? Io o lui per la
miseria?!?!"
«
Per il periodo di tempo necessario sono stata allevata dalla sorella
di mia… di nostra madre ma poi ho deciso di andarmene e ora vivo in
un appartamento con la mia coinquilina, Ebony appunto. » mi strinsi
nelle spalle.
«
Abbiamo poco tempo però ed io ho un mucchio di domande da farle. »
Meglio
troncare le domande sul nascere.
E
come avrebbe detto mia zia "Carpe diem, Crystal".
Una
frase che avevo preso a cuore in tanti anni di esistenza.
«
Puoi darmi del tu tranquillamente. » poi annuì facendomi segno di
iniziare.
Aprii
il quaderno di Bonnie, sfilando dalla copertina una penna che avevo
attaccato.
«
Allora… la società è una foresta intricata, quasi una giungla
dove il più forte domina e controlla gli altri. Come ha fatto a
conquistare il suo titolo a un età così giovane? » lessi e da lì
iniziò una lunghissima serie di domande.
Accidenti
guardandole dal foglio sembravano decisamente meno.
Ma
era più il fatto che mi dilungavo fin troppo chiedendo di lui della
sua personalità, cercando quasi inconsciamente di colmare quelle
lacune che in tanti centenni non avevo mai avuto l'interesse di
riempire.
Un
paio di domande in particolare mi fecero drizzare le orecchie in
particolare modo.
«
Ci sono state molte guerre per il dominio, pochissime fra noi ma
molte e intense contro le Arpie. Crede che ne potrebbe scoppiare un
altra intensa e lunga come le precedenti? » lessi e questa sì che
era una bella domanda.
Scoppiò
a ridere, una risata amara e per niente divertita, persino triste.
«
La guerra c'è in ogni momento Crystal. Anche adesso da qualche parte
una sentinella può star combattendo contro un'Arpia in questo
momento. Soprattuto in questo periodo… »
«
Come mai la pensa così? » chiesi e non stavo guardando le domande
di Ebony.
«
C'è qualcosa che si sta muovendo intorno a noi, in ogni istante,
ogni secondo, ogni minuto cambia qualcosa nel territorio delle arpie
e, di sicuro, non è nulla di buono. »
Buongiorno carissime!
Io sono la Ele (alias Katherine Striges su EFP) e come avrete capito sono nota per i miei papiri lunghi secoli su secoli di altri milioni di secoli.
Spero che la storia vi piaccia e vi prego immensamente di rispettare le regole espresse sul nostro primo post per correttezza nei nostri confronti.
Pertanto vorrei precisare che, sempre per correttezza nei confronti di TUTTE le scrittrici, sarebbe giusto e consigliabile il fatto di recensire TUTTI i capitoli. Poichè se si recensisse solo i capitoli di Nena piuttosto che Elly etc. si esprime indirettamente una chiara preferenza per il personaggio e non per la storia in sé.
Io sconsiglierei vivamente tale comportamento.
Ma, cambiando discorso, a breve posteremo un trailer per presentare la storia anche su you tube.
Bene è tutto.
Questa parte chiude definitivamente il primo capitolo.
Un bacione ragazze e vi auguro che il sogno non finisca mai e che rimanga per sempre nei vostri cuori.
Crystal:
Nessun commento:
Posta un commento