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Capitolo 2 parte 3 - Isy


Capitolo 2 parte 2:

Attacco

















Pianeta: Anralrest


POV Hedea:


Libertà. Era questo che ogni parte del mio corpo provava, libertà. Sentivo chiaramente il vento che mi accarezzava e che mi muoveva i capelli. sentivo che tutte le preoccupazioni che attanagliavano il mio cuore andarsene, con la stessa facilità del vento quando spazza via le foglie. 
Lentamente, aprii gli occhi e rimasi senza fiato a ciò che vidi, un'immensa e verdissima radura che si propagava per chilometri e chilometri fino a un indefinto orizzonte. 
Guardando, mi accorsi che ero sopra ad Oreust anche lui stupito come me per il panorama. 
In un'istante, con un rapido segno di assenso iniziammo a correre. Quanto? Chi lo sa. Perdemmo ogni senso del tempo, passarono ore? Minuti? Non lo sapremmo dire. Tutto quello che ci interessava era una sola cosa. Correre in quella radura deserta senza alberi e animali, dimenticarci di tutto e di tutti e vivere come volevamo noi. Ma... All'improvviso. La terra tremò e una voce dentro le nostre teste iniziò a parlare.
“Abbiamo bisogno di te”. Dalla terra, cominciarono a uscire diversi mostri, alcuni erano armati e con forme umani altri erano grandi e grossi come tre cavalli uno sopra l'altro.
Subito, io e Oreust ci mettemmo in posizione d'attacco.
“Vai sulla Terra” Continuò la voce. E in mezzo a quei mostri ne comparve uno era il più grosso di tutti alto venti volte più di me, aveva una mazza e una corazza grezza che lo proteggeva e in testa aveva un Elmo con due corna in fronte. Appena ci notò la bestia sollevò l'arma e io ed Oreust ci mettemmo in posizione d'attacco pronti allo scontro. La bestia emanò un urlo e con tutta la sua forza tentò di far arrivare l'arma verso di noi. “ Vai sulla terra” ripetette la voce la bestia scagliò la mazza verso di noi ed io mi svegliai.

Mi ci vollero diversi minuti per focalizzare il mio sogno. Agitata e sudata decisi di andarmi a fare un bagno e dopo essermi lavata guardai nella finestra. Il sole non era ancora sorto e siccome non avevo nessuna voglia di tornare a dormire decisi di andare a prendere una boccata d'aria. Lentamente e silenziosamente uscì dalla mia casa. Non volevo svegliare nessuno dopo la mia scenata di ieri sera, e men che meno sentire un altro dei discorsi di mia madre.
Uscì dalla porta di servizio. E cominciai a camminare fermandomi in una quercia al confine tra casa mia e il bosco circostante. Mi sedetti e cominciai a pensare.
La terra.
Di certo non era un pianeta molto sviluppato avevo letto molti libri riguardante quel pianeta azzurro. Un pianeta con abitanti molto ignoranti che credono di essere soli nell'universo e con nessuna dote per la magia. 
Restai diverso tempo a rimuginare sul sogno finchè non avvertì la presenza di Oreust
 - Finalmente ti sei deciso a svegliarti. Buon giorno Pigrone.- Dissi sorridendogli. Ma subito il mio sorriso si smorzò non appena vidi il muso preoccupato del mio Nanin.
- Lo hai sognato anche tu, vero?- Gli domandai. Ricevendo un immediato sì con il muso. - Me lo immaginavo.-
- Comunque come mai sei qui?- Gli domandai ma lui non rispose ci pensò il sole a farlo. Ricordandomi che avevo un grande problema più urgente.
Il fidanzamento.
- E va bene. Vorrà dire che per il momento lasceremo questo sogno in disparte. Per il momento abbiamo un problema molto più grave. Su Oreust andiamo non vorremmo mai far aspettare il grande elfo del sole Jien Deviar non mi trovi. - Dissi sarcastica.
E così salita in groppa a Oreust mi “affrettai” per tornare a casa.

Al mio arrivo mi trovai nel cancello mia madre con la sua solita espressione contrariata con affianco una dozzina di cameriere pixie che mi aspettava.
- Ma dove sei stata?- Cominciò lei. - l'ambasciatore e suo figlio arriveranno a momenti, e tu non solo non hai mangiato nulla ma sei anche andata a cavalcare! -
- Madre io... - Ma non sapendo come rispondergli tacqui.
- Ora non c'è tempo per le scuse avanti scendi da Oreust e vieni a prepararti.
Ora non fraintendetemi a ritenermi una codarda o figlia disubbidiente ma in quel momento avrei voluto scappare con Oreust come lui voleva. Ma... come dice un detto la legge è legge. E non potevo in alcun modo non rispettarla. Così scesi e seguii mia madre con il suo esercito di cameriere. Mi cambiarono mi truccarono e mi misero un strettissimo e scomodo vestito. Era un vestito lungo con delle maniche che mi arrivavano agli avambracci era bianco con sfumature verde chiaro e nei bordi sotto del vestito e nelle maniche era tutto di colore d'oro. Al collo avevo una collana d'oro con raffigurante due lune a falce una sopra e una sotto formando una x.
- Siete bellissima signorina- Disse una pixie sorridendo. - Sì lo è. Ma ora sbrighiamoci che l'ambasciatore arriverà a momenti.- Rispose mia madre seccamente.
Così io e i miei genitori ci avviammo verso il giardino di casa. E mezzora dopo sentimmo il rumore di zoccoli. 
Sporgemmo lo sguardo e li vedemmo. Due elfi del Sole a cavallo dei propri unicorni si avviammo verso di noi. Quello a destra aveva i capelli di un biondo quasi abbagliante.
Anche se da lontano si distingueva benissimo la sua personalità. Fiera e saggia di chi ha quasi visto tutto nella vita. Il suo spirito invece era anch'esso molto forte e muscoloso e di un colore marrone come il tronco di giovani alberi.
Alla sua destra c'era il figlio. Era come me lo ricordavo non era brutto solo... che non era lui l'elfo che avrei voluto nella mia vita e invece eccolo la. In quel suo unicorno bianco giallo dritto dritto verso di me.
Appena arrivarono e l'ambasciatore scese mio padre si avvicinò a lui e si abbracciarono.
- Benvenuti nella mia casa. Spero che il viaggio sia stato piacevole come piacevole sarà la vostra permanenza da noi. - Disse mio padre.
- Piacevolissimo – rispose - E come sarebbe stato altrimenti? Il solo pensiero che finalmente la nostra amicizia sarà ancora più legata da questa lieta unione, renderebbe anche il viaggio più difficile il più agiato.- disse Sorridendo.
- Jier scendi e saluta.- Disse il padre.
- Salute a voi o mia dama- Disse questi verso mia madre. - Sono onorato che abbiate anche voi acconsentito la mia unione con vostra figlia.- Acconsentito? Pensai. Altro che. Se non fosse per lei farebbe il matrimonio anche ora.
- Lady Hedea. Siete ancora più bella dell'ultima volta che ci siamo visti.- Disse baciandomi la mano. E mi ci vollero tutte le mie forze per non fare la faccia disgustata. 
- Salve anche a voi, messere. Spero che possiate trovare gradevole la vostra permanenza in questa umile residenza- Risposi facendo appello a tutto il mio autocontrollo.
- Anche se fosse una dimora cupa la vostra sola presenza la renderà il più bel castello.- Disse lui sorridendomi. 
- Bene- Disse mio padre - Se volete accomodarvi e prendere parte al rinfresco che vi abbiamo preparato possiamo anche occuparci della data. - 
- O ma certamente- Rispose il padre del mio “fidanzato” e io mi preparai a sentire il giorno della mia condanna.
Parlarono di molte cose ma in nessuna ne presi ascolto. Il mio futuro consorte mi fece molti complimenti in diversi ambiti (come se mi conoscesse da una vita e sapesse cosa mi o non mi piace fare). Poi all'improvviso quando cominciai a credere che il peggio fosse arrivato... La terra cominciò a tremare e tutto divenne oscuro. Immediatamente ci alzammo e cominciammo a preoccuparci
- Possibile che... - Pensai io preoccupata.
Finito il terremoto sentimmo ruggiti e urla. Immediatamente ognuno di noi chiamò la sua metà anima e cominciammo a correre verso le urla. Ma non facemmo molta strada che si parò davanti a noi un portale oscuro e ne uscirono diversi mostri uguali a quelli del mio sogno. Subito mio padre evocò la sua spada e mia madre evocò un incantesimo per chiudere il portale in meno di cinque minuti il suolo era ricoperto di sangue e teste mozzate. 
- Subito! Andate nelle piazze dobbiamo proteggere le biblioteche!- Urlò mio padre. 
E tutti noi ci avviammo verso le biblioteche. Si sa il sapere per un elfo è la chiave della vita. Lì sono racchiusi tutti gli incantesimi tutti i dati delle stelle create o distrutte e della loro funzione. Se c'è anche una piccola probabilità di un attacco bisogna difenderle anche a costo della vita. 
- Oreust!- dissi – Attivazione dell'equipaggiamento.- Immediatamente sia io che Oreust ci trovammo addosso con un'armatura lui d'argento che gli proteggeva tutti i punti vitali e io una corazza con ai fianchi di Oreust un arco e una spada. 
Arrivammo subito nella piazza e già era piena di caos mostri che attaccavano elfi, elfi che si difendevano sotto le direttive di un generale. 
- Arcieri! Mirate! Incantesimi di pietrificazione! Lanciate!- Ogni volta mi stupisco sempre di più della cordinazione. Divisi in gruppi impediamo al nemico di entrare nelle nostre difese. ma... a volte non sempre è efficace.
Mentre un gruppo di elfi si occupavano di applicare incantesimi di difesa alcuni mostri enormi si intrufolarono in altri lati e un elfo ignaro non si preparò all'attacco di uno di loro e la sua testa si stacco dal corpo. E dopo lui e venne un altro e un altro. La diesa non aveva retto.
- Oreust!- Gli urlai e andai alla carica persi il conto di quanti mostri ne feci fuori. Ma più ne uccidevo più ne aumentavano mi guardai attorno una bambina di 90 anni stava cercando di eliminare un orco. Subito scoccai una freccia e lo colpì nella schiena. Ma persi la concentrazione e un altro mi colpì sulla guancia fortunatamente lo schivai in tempo e mi feci un lieve graffio. Con forza impugnai la spada e con un gesto veloce ed elegante mirai allo stomaco ma la bestia lo parò e tentò di colpire Oreust con un piccolo impugnale. Velocemente pronunciai un incantesimo facendo crescere delle piante intorno a lui immobilizzandolo. Per poi dividerlo a metà con un solo colpo.
Ansimando mi ripulì dal sangue, mi guardai intorno in ogni lato vi erano mostri che attaccavano e spuntavano in portali o da crepe nel terreno. Si udivano ruggiti e grida da ogni dove. Immediatamente intorno a me si aprirono sei portali facendo uscire altri mostri. Formulai un altro incantesimo e tramutai tutti i miei avversai in piccole creature erano pochi ma sufficienti per esaurire tutte le mie energie. Erano inarrestabili. 
“Abbiamo bisogno di te” sobbalzammo. Immediatamente comprendemmo tutto si stava realizzando il sogno. Ma non volevo abbandonare la mia gente non quando avevano bisogno di me.
“ Vai sulla terra” però se in quel pianeta vi era una soluzione tanto valeva andarci. Per spostarsi da un pianeta a un altro c'era solo un modo un portale. Gli stessi che usano questi esseri. Dovevo rischiare, nel mio pianeta l'unico portale era la grande quercia. 
Subito corremmo verso il portale. Corremmo senza guardare il terreno che da verde era diventato rosso. Correvamo se c'era anche solo una speranza tanto valeva provarci.
Arrivammo nella quercia e ci fermammo. Oreust scomparve e tornò dentro di me. Passai attraverso le radici e i rami e percorsi il ponte di radici fino a entrare in una piccolo passaggio che conduceva al tronco della quercia. In mezzo vi era una porta. 
L'aprì e vi entrai, chiusi gli occhi pensando intensamente a una sola cosa.
La terra.

Quando riaprii gli occhi la prima cosa che vidi fu un cartellone con disegnato un rettangolo orizzontale, diviso da due linee verticali che formarono tre rettangoli verticali. Colorati in tre modi differenti e a sinistra verde al centro bianco e a destra rosso. Con una scritta molto strana. 
" Vai in irlanda" disse la voce nella mia testa.
Irlanda? Ma se non sapevo nemmeno dove mi trovavo in questo momento. 
Ma compresi che avrei dovuto fare di tutto per arrivarci. 
Subito comparse Oreust. E cominció a fiutare il nuovo posto. 
Lo accarezzai. - Irlanda? E cosí sia. Prossima tappa Irlanda.- 
Ma tutti i nostri propositi si esaurirono con un solo suono. 
I nostri stomaci brontolanti che non avevano toccato cibo dalla sera passata.
- Okay mi correggo. Prima tappa un bel piatto do cibo. -






Angolo autrice numero 3 
* si fa piccola piccola * Perdonatemiiiiiii.
Si lo so è passato tantissimo tempo ma spero che mi perdoniate. Credo che il capitolo non sia un gran che ma ci ho messo tutta me stessa nel farlo. 
In questo lasso di tempo sono accadute tantissime cose tra cui la triplicazione del gruppo. 



E ora un po' di immagini:















Il portale
Hedea  



 Oreust

Padre di Hedea 
                                          Spirito dei boschi del padre di Hedea 















Madre di Hedea con il suo spirito dei boschi



                                                                               

Jier



Padre di Jier

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